... e meno male che queste pagine non sono di carta.

Oggi mi è capitato di parlare almeno un paio di volte della mia decisione di smettere di fumare.
A pranzo Federico ha acceso una sigaretta e l'ha portata dietro la schiena chiedendomi scusa: “Lo so che hai smesso e ti dà fastidio...”
“No, no, Fede! Non mi dà fastidio. Ti invidio, quello sì. Tanto. Ma non mi dà fastidio.”
Sul momento in effetti la tentazione di chiederne una a Sara è stata fortissima. Poi ci ho pensato e mi sono chiesta perché. Valeva la pena di buttare alle ortiche due mesi passati a stringere i denti (non solo metaforicamente)? Nooo! Non io, porca miseria! Così l'ho detto ad alta voce: “Sai, non mi considero un'ex-fumatrice, una che ha smesso. Io so di essere una che sta cercando di smettere. E ho scoperto che se tengo a mente che sto ancora combattendo, tra virgolette, con la voglia di fumare, riesco a resistere meglio. Come se avessi un obiettivo da focalizzare. Che poi lo so che, in fondo, impegnarsi per NON fare una cosa non è un vero e proprio obiettivo. Però, insomma, il coraggio di resistere lo dovrò pur trovare da qualche parte, no?”
Così mi son beccata il primo Brava della giornata e l'ho incassato annuendo.
Poco fa, invece, sono stata a fare la spesa a supermercatino sotto casa. Arrivata alla cassa mi sono accorta di non avere spicci e ho pagato con il bancomat. Visto che erano meno di 10 Euro mi sono scusata con la cassiera: “Porca miseria... è che prima, quando fumavo, controllavo sempre di avere almeno 10 Euro nel portafogli. Sai mai che resti senza paine e devi tirarle giù da una di quelle macchinette automatiche. Adesso invece mi perdo un po' via...”
“Da quanto tempo hai smesso di fumare?”
“Mah, saran più o meno un paio di mesi.”
“Ah, e come mai?”
“Eh, devono togliermi le tonsille e hanno spinto un po' sulla questione. E in effetti, a pensarci bene, in generale non è una brutta idea. Così mi son lasciata convincere.”
“Cavoli... ma non ti capita di avere ancora voglia?”
“Uh! Scherzi? Certo! Una cifra. Però sto resistendo. Altre volte mi è capitato di smettere perché quando le accendevo mi accorgevo che il sapore aveva iniziato a farmi schifo. Mamma mia, era molto più facile così. Adesso invece, sai...”
“Eh, sì che lo so! Però sei proprio brava!”
“Grazie!!!” ^____^
E me no sono uscita con la mia borsina piena di frutta e porcherie in quantità direttamente proporzionale gongolando sorridente.
Morale della favola: gli altri non possono aiutarti a smettere, ma se ti fanno i complimenti per quanto sei brava ti aiutano a credere di più in te stessa. Così è più facile sentirti salda nei tuoi intenti. Possiamo raccontarcela quanto ci pare atteggiandoci a donne mature ma il consenso del prossimo fa sempre piacere.
Trucco scoperto in questi ultimi giorni: ho sostituito con una pesca, preferibilmente “nettarina”, la sigaretta che fumavo appena rientrata in casa dal lavoro. Sta diventando un'abitudine. Appena mi tolgo le scarpe sento che ho voglia della mia “pesca di separazione” (tra la giornata lavorativa e il tempo libero serale). Un po' di frutta fa sempre bene e, in più, il sapore dolce e fresco che mi resta in bocca fa completamente sparire la voglia di fumare. Non ci penso neanche più... Tranne quando mi metto a scrivere un post che si è praticamente costruito da solo durante la giornata e non chiede altro che di veder la luce (del monitor, nel suo misero caso).

Riporto l'appello di Paola per il trailer di Mani nude. Chissà che tra i quattro gatti che bazzicano qua ci sia qualcuno che possa fare qualcosa. Per sapere di più visitate il blog ufficiale di Paola Barbato. Grazie mille!!!
ALLERTA ROMANO!!!
Pulcinella mi fa veramente una pippa, quindi sappiate che il 3 e il 4 settembre verrà girato (almeno in parte) a Roma il book-trailer di "Mani Nude". Per una serie di disguidi e sfighe catartiche, gente che si ammala, gentaglia che dà forfait dopo aver dato la sua parola e manco fa una telefonata, tecnici placcati da attrici, location fantasma e quant'altro, stiamo partendo un po' a cavallo dei nostri pantaloni. A questo punto miserevolmente sfrutto la poca notorietà che ho:SEI DI ROMA?
VUOI DARMI UNA MANO E AVERE LA MIA GRATITUDINE ETERNA?
VUOI DI CONSEGUENZA ASSISTERE E/O PARTECIPARE AL SET?Ecco ciò di cui abbiamo bisogno assolutamente entro il 3 mattina:
- 10 brandine, banali lettini per prendere il sole- 10 cuscini, meglio se brutti e maltrattati- 10 coperte (e anche quelle se non sono belle è meglio)- almeno 5 sedie- qualche rivista e settimana enigmistica FATTAMa soprattutto 8 uomini tra i 18 e i 40 anni, fisicamente prestanti, o palestrati, o muscolosi di loro, di cui UNO CALVO che non devono fare altro che STARE SEDUTI in una scena corale. Comparse, insomma.E se a qualcuno di voi avanza un furgone o anche un'ape, verrà beatificato nunc et semper.COLLEGHI FUMETTARI!!!
LETTORI ACCANITI!!!
AMANTI DEL CINEMA!!!
SCROCCATORI DI FIRME!!!
PALESTRATI SENZA PORTAFOGLIO!!!QUESTO E' IL VOSTRO MOMENTO!Se siete colleghi contattatemi attraverso i canali che conoscete, se siete persone che non conosco scrivete a maninudetrailer@gmail.com e offrite quello che potete, se volete. Comunque sia:GRAZIE!!!

E per la gioia di chi non ha niente di meglio da fare la domenica pomeriggio (me) continua la serie di post dedicati alle frasi buffe con cui ogni tanto se ne esce Sgaio. Qualcuno si ricorderà la storia del piede caprino. Beh, ormai è diventato più o meno un piccolo tormentone quando vogliamo prenderci in giro, anche se sto cercando di centellinarne l'utilizzo per far sì che non ci venga a noia troppo presto.
Ieri stavo togliendo i piatti puliti dalla lavastoviglie. Sgaio si è avvicinato da dietro facendomi un dispetto. Io mi sono voltata indignata.
“Hey! Stai facendo quello che sto pensando tu stia facendo?”
“Dipende. Tu a cosa stavi pensando?” e mi ha guardato con un sorrisino ingenuo e un gran luccicare di occhioni da gatto con gli stivali.
“Grr! E non fare quella faccetta d'angelo, sai? Non mi freghi!”
“Ma chi? Io? Non ho fatto niente!” sbatacchiando le mani all'altezza delle spalle a mo' di alucce.
“Che fai ora? L'imitazione della farfallina come la Mi?”
“Ma no! L'angelo! Non vedi? Sono un angelo!”
“Ma che angelo e angelo! Io lo so cosa sei tu! E tu lo sai? Eh? Lo sai cosa sei? Com'è il tuo piede?”
“... caprino?”
“Giusto! Quindi tu non sei un angelo! Tu sei un de...”
“... -ficiente?”
o____O “MA NO! Un demoneee!”
Immagino che questo avvalori in qualche modo la teoria di Rob Brzzzy che, nell'oroscopo di questa settimana, dice:
"L'apocalisse non sarà terribile come pensiamo", ha dichiarato al Weekly World News lo studioso della Bibbia Parker Creaston. Il disordine sarà attenuato da un breve periodo di quiete, a cui seguiranno "la pace e l'armonia universale". Allo stesso modo, Bilancia, la paura di un imminente caos nella tua sfera personale si rivelerà eccessiva. Per un breve periodo dovrai affrontare carenze, inconvenienti e ingorghi metaforici, ma scordati le montagne di fuoco, il mare che diventa sangue e le orde di cavallette che spuntano da abissi senza fondo. Sono sicuro che non ci saranno.
Ieri sera Giuliano mi ha portata a vedere Kung-Fu Panda. È il film più spassoso che abbia mai visto! Ho riso tanto da avere i crampi alla pancia. La sala era gremita e squarciata costantemente dalle risate a pieni polmoni di un pubblico eterogeneo: coppie, famiglie, compagnie di ragazzini, gruppi di ragazzi più grandi. Tutti sgaiavano (a parte quel bambino piccolo che si è messo a piangere quando il leopardo cattivo si è liberato). Ho riso di cuore per due ore. E dopo un mese (o forse più?) di pianto e disperazione mi è sembrata una cosa aliena. Però bella... sì.
La voce del panda Po è di Fabio Volo e, secondo me, oltre alla sceneggiatura geniale è la caratteristica migliore del film. Riesce a rendere in pieno la figura del ragazzone che vorrebbe credere in sé e fa la voce grossa per atteggiarsi a duro ma in fondo è insicuro e impacciato. È senza dubbio il personaggio più adorabile studiato negli ultimi anni. Meglio ancora di Shrek e Ciuchino, Sid dell'Era glaciale o la cricca di Madagascar. Fosse per me tornerei a vederlo già stasera e, sicuramente, non appena uscirà il DVD andrò a prenderlo.
Ecco l'intervista a Jack Black e Fabio Volo: mi fanno morire!!! :D
Prima del film abbiamo fatto spese da H&M (un top bianco per me) e mangiato qualcosa da Mc, dopo ci siam fatti un giro in libreria. Ho trovato un libro di Stephen King uscito da poco e uno del Dalai Lama (ho deciso che voglio saperne di più, sul buddhismo). Tornati a casa abbiam visto un paio di puntate di Scrubs e, gnari, questa sì che è la mia serata perfetta!
Domani torna a Roma. Spero che, ora che mi ha cambiato completamente l'umore, riuscirò a mantenerlo ad un livello per lo meno decente anche mentre non sarà qui. Amen.

Sono passati un paio di mesi da quando ho smesso di fumare e sapete di cosa mi sono accorta? Che la sigaretta che mi manca di più è quella della pausa durante il lavoro. Di solito ne fumavo una a metà mattina e una per spezzare il pomeriggio. Erano quelle che mi godevo di più (e se qualcuno osa ancora dire che fumare non sia un piacere, mi volti le spalle e se ne vada in fretta prima che lo prenda a manate sul naso).
Ero abituata ad avere una vera e propria via di fuga quando non ce la facevo più a star seduta alla scrivania, quando gli occhi iniziavano ad incrociarsi, quando rischiavo di morire di noia davanti alla tastiera o semplicemente quando avevo voglia di un po' di sacro silenzio. Il rito era perfetto: alla finestra della sala riunioni (o davanti all'ingresso, sotto il porticato), posacenere vicino, in piedi se avevo voglia di sgranchirmi le gambe, fuoco, contatto con le labbra e tutto il resto si spegneva. Spesso, specialmente nei giorni in cui aspettavo l'arrivo di Giuliano, passeggiavo avanti e indietro. Incedere lento, un tiro ogni dieci passi. Quando arrivavo al filtro mi sentivo rinnovata.
So bene che, in realtà, stavo aspirando veleno. Però sono una persona onesta e le sensazioni che provavo erano esattamente queste: calma, rilassamento e senso di protezione dalle rotture di palle: tutti hanno rispetto per una pausa sigaretta.
Ora, il problema di come affrontare la giornata lavorativa sprovvista di queste - seppur minime - difese dall'alienazione mentale non è certo indifferente. Alternative:
Bene, scartate queste ipotesi mi è rimasta solo una soluzione. Può sembrare da maniaci ma vi assicuro che è in assoluto la cosa che permette di estraniarsi meglio: mi prendo cinque minuti, una penna tra le dita e qualche documento da fingere di esaminare (scudo anti scocciatori perditempo, purtroppo non filtra le richieste motivate ma uno scotto bisognerà pur pagarlo!) A questo punto inizio a visualizzare scene che hanno come protagonista il mio ragazzo. Vanno bene tutte, da quelle in cui suona la chitarra fino alle immagini di noi due in giro per Roma. Quelle che funzionano meglio, ovviamente, sono quelle molto molto spinte. Bisogna solo stare attente a non incantarsi troppo e a non sforare dai cinque minuti di budget. Al "risveglio" ci si riscopre con l'umore su un gradino più alto e con un po' di energia in più nei tacchi.
Trovo che sia un surrogato ottimo. Specie perché per sostituire la sigaretta nella sfera della gratificazione orale c'è la penna (magari non una di quelle dell'ufficio che toccano anche gli altri ma una che uso solo io... sì, sono pedante anche in questo). Se non avessi niente da appoggiarmi alle labbra non farebbe per niente lo stesso effetto.
Ma di questo parleremo un'altra volta: l'importanza della gratificazione orale nella dipendenza dal fumo merita un post tutto per sè.